Assaggi, incontri e proiezioni, aspettando la VI edizione

Montereale Valcellina, Porcia, Pordenone, Budoia e Udine saranno i luoghi dove si terranno, tra ottobre e novembre, le anteprime...

Il paesaggio come mediatore interculturale

Un percorso per le scuole di ogni ordine e grado sul paesaggio come mediatore interculturale: è questa la proposta de...

IL LIBRO

È disponibile gratuitamente, in formato pdf, il libro che raccoglie il meglio degli incontri delle prime quattro edizioni della rassegna, dal...
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Assaggi, incontri e proiezioni, aspettando la VI edizione
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Il paesaggio come mediatore interculturale
Le passate edizioni, Pubblicazioni
IL LIBRO
logo IL DIALOGO CREATIVO Il dialogo creativo è un'iniziativa culturale che intende stimolare momenti di scambio anche intergenerazionale su tematiche legate alle migrazioni. Promuove l'incontro e, appunto, il dialogo tra persone di culture, appartenenze e religioni diverse, presenti in Italia come conseguenza delle migrazioni. L'idea nasce a Pordenone, partendo da un dato di fatto: oggi circa il 15% degli abitanti del capoluogo friulano è straniero. Alla luce di questo, "Il dialogo creativo" si propone di analizzare il fenomeno migratorio nelle sue diverse componenti, anche attraverso un taglio di tipo storico, al di là delle posizioni ideologiche e dei toni allarmistici usati frequentemente sui media. Le tematiche vengono trattate a partire dallo scambio di idee tra esperti (sociologi, storici, antropologi, scienziati, etc) e scrittori, artisti, registi, incentivando la partecipazione dei cittadini.

Vogliamo così riflettere non tanto sulle culture altre,

ma su quella che è la nostra cultura.

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Assaggi, incontri e proiezioni, aspettando la VI edizione

Montereale Valcellina, Porcia, Pordenone, Budoia e Udine saranno i luoghi dove si terranno, tra ottobre e novembre, le anteprime della prossima edizione de Il dialogo creativo (a Pordenone il prossimo febbraio 2018).

Il 20 ottobre 2017, a partire dalle 19, il Circolo Arci Tina Merlin di Montereale Valcellina è aperto per il primo evento: “Il Sahara in Friuli”, in collaborazione con l’associazione Il mondo tuareg onlus. Alle 20:30 sarà servita la cena tuareg a base di cous cous (su prenotazione, costo 15 euro per il sostegno di un progetto in Niger). Seguirà l’incontro con Ibrahim Kane Annour, autore, con Elisa Cozzarini, del libro “Il deserto negli occhi”. I sapori del Sahara si mescoleranno con i racconti dei tuareg che da molti anni vivono a Pordenone, dove è presente la comunità degli “uomini blu” del deserto più grande d’Europa. Il ricavato della serata andrà a un progetto di cooperazione dell’associazione Il mondo tuareg onlus con il Niger.

Il 25 ottobre ci sarà un doppio appuntamento con la storia italiana, alle radici del razzismo, assieme al sociologo Mauro Valeri. Alle 18:00 a Porcia, nella Sala del Caminetto del Casello di Guardia Valeri presenterà il suo libro Il generale nero. Domenico Mondelli: bersagliere, aviatore e ardito. (Odradek edizioni, 2016). Mauro Valeri si occupa da anni di raccontare la storia, ancora poco conosciuta, degli italiani neri e meticci. È una storia che obbliga a una riflessione sulle radici multietniche del nostro paese e sulle discriminazioni di cui queste persone sono state vittime. Domenico Mondelli, nato in Abissinia, è stato il primo aviatore al mondo con la pelle nera, primato che però l’Italia non ha mai rivendicato.

La sera, alle 20:45 a Cinemazero, verrà proiettato il documentario Il pugile del duce (Istituto Luce, 2017, 65 min). Il film racconta l’incredibile storia di Leone Jacovacci, pugile mulatto italiano, tecnicamente perfetto, agile, intelligente e potente. La sera del 24 giugno 1928, allo stadio nazionale di Roma, divenne campione europeo dei pesi medi, in un’epoca in cui il pugilato era lo sport per eccellenza. Ma Leone aveva il “difetto” di essere nero e, dopo l’incontro, il duce fece manomettere il filmato e lo cancellò dalla storia. La sua vicenda è stata ricostruita da Mauro Valeri in un libro da cui è tratto il documentario. Il sociologo interverrà al termine della proiezione.

Sempre a Pordenone, venerdì 10 novembre 2017, ore 20:45, in Biblioteca civica, Sala Degan, il giornalista Leonardo Bianchi presenterà il suo ultimo libro La Gente. Viaggio nell’Italia del risentimento (mimimum fax, 2017), dialogando con Marco Tonus. Leonardo Bianchi, giornalista di VICE Italia, analizza in un libro inchiesta il fenomeno del “gentismo”. Un reportage unico nel suo genere, con le storie i protagonisti dell’Italia contemporanea – un paese che vive un presente impazzito, popolato da milioni di persone che hanno abbandonato il principio di realtà e inseguono i loro incubi privati.

Per la prima volta anche Budoia ospiterà un appuntamento de Il dialogo creativo: il 18 novembre 2017, ore 17:00, presso il teatro di Dardago, ci sarà la proiezione del documentario Il murràn. Masaai in the Alps, 2015, di Sandro Bozzolo. Al centro del film è l’incontro tra due pastore, Leah, una ragazza Maasai del Kenya, e Silvia, piemontese, sui pascoli delle Alpi marittime. Due donne all’apparenza lontanissime tra loro, diverse per il colore della pelle, per età, lingua e cultura, vivono la stagione dell’alpeggio insieme, condividendo il lavoro e la propria storia personale. Due modi di vita che si ritrovano  accomunati dalla necessità di fare scelte decisive.

Le anteprime si concluderanno a Udine con un incontro sull’Albania, Paese in veloce trasformazione. Il dialogo creativo si unisce così ai festeggiamenti per l’Indipendenza dell’Albania, organizzati dall’associazione italo-albanese Insieme il 25 novembre a partire dalle 17:45 all’Auditorium Madrassi, in via Gemona 60. La scrittrice Anilda Ibrahimi, nata a Valona nel 1972 e immigrata in Italia nel 1997, presenterà il suo ultimo libro Il tuo nome è una promessa, Einaudi, 2017 e converserà con Antonio Caiazza, giornalista RAI, uno dei maggiori esperti di Albania nel nostro Paese. A condurre l’incontro Alessandra Gabelli, presidente dell’associazione l’Altrametà.

Le iniziative de Il dialogo creativo sono sostenute dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in rete con il Comune di Budoia e di Porcia, il Circolo della stampa di Pordenone, il Comitato per l’Unicef di Pordenone, il circolo Legambiente di Pordenone, il circolo Arci Tina Merlin di Montereale Valcellina, l’associazione italo-albanese Insieme, Il mondo tuareg, Kibumbu, Voce Donna, Roi onlus e l’Istituto comprensivo di Fontanafredda. Quest’anno, inoltre, è doppia la collaborazione accademica, oltre che con l’Ateneo di Padova, anche con l’Università di Nova Gorica in Slovenia.

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Il paesaggio come mediatore interculturale

Un percorso per le scuole di ogni ordine e grado sul paesaggio come mediatore interculturale: è questa la proposta de Il dialogo creativo per l’anno scolastico appena cominciato. L’iniziativa viene realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze storiche, Geografiche e dell’Antichità (DiSSGeA) dell’Università degli Studi di Padova, grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per la divulgazione della cultura umanistica.

Il primo appuntamento, dedicato agli insegnanti, si terrà mercoledì 18 ottobre a Pordenone presso la ex sede della Cooperativa Itaca in Via San Francesco dalle 15 alle 18. In questa occasione, Alessia De Nardi, ricercatrice dell’Università di Padova, fornirà un inquadramento teorico sull’educazione al paesaggio in chiave interculturale e illustrerà le metodologie operative e i possibili percorsi da sviluppare nelle classi.

La proposta si basa su un filone di ricerca sviluppato da un gruppo di geografi dell’Università di Padova sul paesaggio come mediatore interculturale. Sono stati scelti come casi studio località caratterizzate come “paesaggi della vita quotidiana”, esplorando come tali paesaggi costituiscano un riferimento per l’identità e l’appartenenza al luogo degli abitanti.
Le ricerche hanno coinvolto tutti gli studenti, immigrati e autoctoni, con una particolare attenzione ai migranti, allo scopo di indagare come essi percepiscano il paesaggio del loro nuovo luogo di vita, quale rapporto costruiscano con tale luogo, ma anche come restino legati a quello d’origine. In questo modo si esplora come nascono e si sviluppano il senso di appartenenza al luogo e legami che fanno sentire “a casa”.

La partecipazione per i docenti è gratuita. Si chiede l’adesione tramite la scheda da inviare compilata a: ildialogocreativo@gmail.com.
Verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

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Concorso

Il 12 maggio le premiazioni della II edizione del concorso di scrittura

I vincitori della seconda edizione del concorso di scrittura Il dialogo creativo, intitolato alla memoria di Touria Errebaibi e sua figlia Hiba (uccise dal marito e padre nella notte del 15 aprile di un anno fa a Pordenone), sono stati annunciati venerdì 12 maggio nella Biblioteca civica di Pordenone.

Hanno partecipato al concorso oltre 50 studenti delle seguenti scuole secondarie del Friuli Venezia Giulia: le secondarie di primo grado “Drusin” di Pordenone e “Svevo” di Fontanafredda, per le scuole secondarie di secondo grado lo Ial di Pordenone, gli Istituti “Flora”, ” Pertini”, “Zanussi” e Licei “Grigoletti”, “Leopardi-Majorana” e “Vendramini” di Pordenone, il liceo “Pujati” di Sacile, il liceo “Petrarca” di Trieste.

La Giuria, presieduta quest’anno dallo scrittore Bruno Arpaia, è composta da Francesca Colombi, assessora al Welfare del Comune di Gradisca d’Isonzo, Chiara Cristini, consigliera di parità e presidente della Carta di Pordenone, Maria De Stefano, presidente dell’Associazione Voce Donna e Valentina Bertoli, Cooperativa L’Altrametà.

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Eventi

“La linea sottile”: guerra e violenza di genere

Si conclude venerdì 12 maggio alle 20:30 a Porcia (Casello di Guardia – Via de Pellegrini) la quinta edizione della rassegna culturale “Il dialogo creativo”, con la proiezione del film documentario La linea sottile, di Nina Mimica e Paola Sangiovanni (guarda il trailer). L’evento, dedicato ad approfondire il legame tra guerra e violenza di genere, è realizzato in collaborazione con l’associazione Voce Donna e la casa di produzione udinese Altreforme. Sarà presente la regista Paola Sangiovanni.

Il film La linea sottile dà voce a due protagonisti di due guerre dei primi anni Novanta: Bakira, bosniaca, sopravvissuta alle violenze nella ex-Jugoslavia e Michele, un ex soldato italiano di una missione internazionale di pace in Somalia, il cui contingente è stato responsabile di violenze contro la popolazione civile. Sono milioni le donne vittime di stupri e violenze nel mondo. Il film è un viaggio verso la consapevolezza del male e dell’umana capacità di generarlo.

La regista, nata a Roma nel 1965, è tra i fondatori della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, di cui è parte della direzione artistico – didattica. Ha diretto diversi documentari tra cui Staffette (2006) e Ragazze la vita trema (2009), presentato alla Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia e in numerosi festival internazionali.

L’ingresso alla proiezione è libero fino a esaurimento posti.

A promuovere la rassegna “Il dialogo creativo” è l’Associazione per il commercio equo e solidale L’Altrametà di Pordenone, con la collaborazione del Centro Servizi per il Volontariato del Friuli Venezia Giulia e con la partecipazione dell’Associazione Voce Donna, il Comune di Porcia, il Comitato per l’Unicef di Pordenone, la Cooperativa sociale Itaca, i circoli Legambiente di Montereale Valcellina e Monfalcone e Kibumbu ONLUS.

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La quinta edizione: l’incontro oltre gli approfondimenti

Dal microcosmo pordenonese alla metamorfosi della Turchia verso un regime autoritario, dal riscaldamento del pianeta alle grandi migrazioni dei popoli in arrivo nelle nostre città: su questi temi si è snodata la quinta edizione de “Il dialogo creativo”, in un alternarsi continuo tra locale e globale, seguendo il filo conduttore del legame tra territorio, ambiente e migrazioni.

Ha dato avvio alla rassegna, lo scorso 4 febbraio 2017, la dettagliata relazione dell’architetto Moreno Baccichet sulle tecniche con cui si può vincere lo spaesamento e lo sradicamento delle persone rispetto al territorio abitato, con l’obiettivo di formare cittadinanza. Assieme a lui, è intervenuto Daniel Cicuttin, presidente del circolo culturale argentino “El Fogon”, che ha portato il punto di vista di chi, da migrante, inevitabilmente prova spaesamento rispetto al suo luogo di origine, nel paese di arrivo. Iniziative di riappropriazione dello spazio pubblico possono essere luoghi di incontro anche tra persone di origini e culture diverse.

La trasformazione della Turchia negli ultimi quindici anni è stata al centro del secondo appuntamento, sabato 11 febbraio. La giornalista Marta Ottaviani, una dei maggiori esperti di Turchia in Italia, ha presentato il suo ultimo libro, Il Reis. Come Erdogan ha cambiato la Turchia, Texus Edizioni, 2016. L’ascesa politica e la svolta autoritaria dell’attuale presidente della Repubblica, Erdogan, hanno profondamente trasformato questo paese musulmano, ma con istituzioni laiche, alleato storico dell’Occidente e candidato all’ingresso nell’Unione Europea, che oggi è diventato un esempio per l’affermazione dell’islam politico e di regime autoritario in Medioriente. Al mattino, Marta Ottaviani ha incontrato tre classi delle scuole superiori di Pordenone.

Sabato 18 febbraio, la rassegna è proseguita con un dialogo tra lo scrittore Bruno Arpaia, autore di Qualcosa, là fuori, Guanda, 2016, e il direttore dell’Osmer Stefano Micheletti. Nel suo ultimo romanzo, il primo del genere climate-fiction in Italia, Bruno Arpaia ricostruisce un mondo stravolto dal cambiamento climatico, pieno di disperati che cercano la salvezza in Scandinavia, dove l’ambiente è ancora favorevole agli insediamenti umani. Dalla finzione alla realtà, Stefano Micheletti ha presentato con estrema chiarezza e lucidità i dati sul cambiamento climatico in Friuli Venezia Giulia. È emersa con grande evidenza la necessità di agire da subito con interventi di mitigazione, mentre nel mondo milioni di persone sono già in fuga da luoghi non più abitabili, sono i cosiddetti “migranti ambientali”.

Le immagini e testimonianze dell’accoglienza dei richiedenti asilo al CARA di Gradisca d’Isonzo hanno concluso la rassegna a Porcia, mercoledì 22 febbraio. A partire dal videoreportage ColOURs, realizzato da Elisa Cozzarini, giornalista e curatrice de “Il dialogo creativo”, per Legambiente FVG, il pubblico ha potuto conoscere il volto, le voci, il tempo sospeso dei richiedenti asilo del CARA di Gradisca d’Isonzo, ex CIE. A portare il punto di vista del Comune di Gradisca è stata l’assessora Francesca Colombi, anima del progetto ColOURs, realizzato in rete con diverse realtà della società civile, per rispondere alla presenza di un grande centro di accoglienza sul territorio comunale, con attenzione a chi accoglie e chi è ospite. Il racconto del mediatore afgano Mujahid Khan, anche lui un tempo profugo e richiedente asilo, ha emozionato il pubblico, non abituato a un confronto diretto con persone che i media presentano in maniera distacca e anonima, spesso non rivelandone il volto umano. È proprio questa la mission del progetto “Il dialogo creativo”, non solo promuovere approfondimenti culturali, ma creare occasioni di incontro e scambio diretto, dialogo appunto, tra le persone.

A promuovere l’iniziativa è l’Associazione per il commercio equo e solidale L’Altrametà di Pordenone, con la collaborazione del Centro Servizi per il Volontariato del Friuli Venezia Giulia e con la partecipazione di Voce Donna, il Comune di Porcia, il Comitato per l’Unicef di Pordenone, la Cooperativa sociale Itaca, i circoli Legambiente di Montereale Valcellina e Monfalcone e Kibumbu ONLUS.

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Eventi

V EDIZIONE

V EDIZIONE

È il rapporto tra ambiente, territorio e migrazioni il filo rosso che collega gli appuntamenti della quinta edizione de Il dialogo creativo. Il tema delle migrazioni, fenomeno strutturale che riguarda la società contemporanea, viene così inserito nel contesto globale dei cambiamenti climatici e della lotta per lo sfruttamento delle risorse naturali.

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Le passate edizioni, Pubblicazioni

IL LIBRO

È disponibile gratuitamente, in formato pdf, il libro che raccoglie il meglio degli incontri delle prime quattro edizioni della rassegna, dal 2013 al 2016: i dialoghi con Lilian Thuram, Taiye Selasi, Marco Aime, Eraldo Affinati e gli interventi di Mauro Valeri, Elisa Pierandrei, Walter Citti, e molti altri.

La pubblicazione è un punto di arrivo, ma segna anche un nuovo inizio, per la nostra iniziativa, in un momento in cui ci sembra importante mantenere vivi gli spazi di dialogo e confronto.

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