Cinque appuntamenti a Pordenone dal 29 gennaio al 23 febbraio per riflettere oltre barriere e pregiudizi

Gettare uno sguardo al di là di muri, stereotipi, pregiudizi: è questo il filo conduttore degli appuntamenti della settima edizione della rassegna culturale “Il dialogo creativo”, a Pordenone dal 29 gennaio al 23 febbraio. Il primo evento, martedì 29 gennaioalle 20:45 a Cinemazero, è la proiezione del documentario I Am Not Your Negro, di Raoul Peck (Usa, Francia, 2016). Il film esplora la storia del razzismo negli Stati Uniti attraverso le vite di leader dei diritti civili come Malcolm X e Martin Luther King, fino a oggi. A introdurre la proiezione, la testimonianza di Ndack Mbaye, giovane italo-senegalese laureata in Giurisprudenza a Udine. 

Dal 2 al 23 febbraio la rassegna si tiene ogni sabato pomeriggio in Biblioteca civica, sala “Teresina Degan”, alle 16:45 a ingresso libero. Ospite dell’incontro di apertura, sabato 2 febbraio, è stata Laura Silvia Battaglia, giornalista freelance e documentarista specializzata sul Medio Oriente. Vive tra Milano e lo Yemen, di cui ha la seconda cittadinanza. Laura Silvia Battaglia ha svelato gli aspetti meno noti di questo paese, conosciuto soprattutto per Al Qaeda e per i rapimenti di turisti stranieri. Lo Yemen fu la culla della regina di Saba e colpì Pasolini per la sua bellezza. Battaglia racconta questa terra in prima persona, presentando la sua graphic novel La sposa yemenita, uscita per Becco Giallo.

Sabato 9 febbraio, due uomini, Pierluigi Di Piazza e Francesco Ohazuruike, si sono confrontati su un vissuto speculare: don Di Piazza, fondatore del Centro “Ernesto Balducci” di Zugliano, in provincia di Udine, è da sempre impegnato nell’accoglienza, Ohazuruike, nato in Italia da genitori nigeriani, riflette sul suo sentirsi estraneo nel Paese dove è nato. Laureato in Ingegneria chimica, ha pubblicato Negro. La verità è che non potete fare a meno di noi, Piemme, 2018. A condurre il dibattito la giornalista Paola Dalle Molle. In quest’occasione Di Piazza ha presentato in anteprima il suo ultimo libro: Non girarti dall’altra parte. Le sfide dell’accoglienza, edito da Nuovadimensione.

Nel trentennale della caduta del Muro di Berlino, non poteva mancare un incontro sulla ex cortina di ferro. Assieme agli ospiti del terzo appuntamento, sabato 16 febbraio, si è aperta una riflessione sui cambiamenti che sta vivendo l’Europa dell’Est in seguito alla fine del comunismo e sulle prospettive future, nella cornice dell’Unione europea e alla vigilia delle elezioni europee. Ne hanno parlato il professor Marcello Flores, uno dei principali interpreti della storia contemporanea, e Mihaela Iordache, giornalista italo-romena, che ha vissuto la rivoluzione in Romania e oggi racconta l’attualità del Paese per Avvenire, Osservatorio Balcani e Caucaso, La Stampa, oltre a collaborare con tv e radio romene.

Sabato 16 febbraio una sala “Degan” al completo assiste al III incontro della rassegna

Protagoniste del quarto incontro sono le donne: quelle che hanno vissuto la primavera araba in Tunisia, narrate dalla fumettista Takoua Ben Mohamed nella sua ultima graphic novel La rivoluzione dei gelsomini, BeccoGiallo, 2018, e le atlete, con e senza origini straniere, in Italia, di cui si è occupata la ricercatrice italo-ghaneana Kyeremeh Sandra Agyei. Sono storie completamente diverse, unite dalla lotta contro la discriminazione e i pregiudizi, per la parità.

Il dialogo creativo è un progetto dell’associazione per il commercio equo e solidale L’Altrametà, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in rete con il Comune di Pordenone, di Porcia, Budoia, Cinemazero, Voce Donna onlus, la Cooperativa sociale Itaca, il Circolo della stampa di Pordenone, il Comitato per l’Unicef di Pordenone, il Circolo Legambiente “Fabiano Grizzo” di Pordenone, il Circolo Legambiente Verdeazzurro di Trieste, il Circolo Arci “Tina Merlin” di Montereale Valcellina, Il mondo tuareg onlus, l’associazione italo-albanese Insieme di Udine, Kibumbu onlus, Kinokašča e l’Istituto comprensivo statale “Rita Levi-Montalcini” di Fontanafredda.