Edizione 2014 | Il dialogo creativo

Edizione 2014

II EDIZIONE:

CONNESSIONI, RELAZIONI E LEGAMI OLTRE I CONFINI

PER L’ANTEPRIMA, UN OSPITE SPECIALE:

LILIAN THURAM

L’ex calciatore Lilian Thuram ha dato il via alla seconda edizione, il 14 gennaio 2014, con un doppio evento speciale, il primo dedicato ai ragazzi delle scuole superiori (hanno partecipato trenta classi dei licei, istituti tecnici e professionali), il secondo aperto alla cittadinanza.

 cartolina web DIALOGO CREATIVO 2014

Lontano dal cliché del calciatore, Thuram si è sempre distinto, anche fuori dal campo, per la classe, l’intelligenza e l’impegno nel sociale. Thuram scrive: «I muri della mia aula erano bianchi, le pagine del mio libro di storia erano bianche. Non sapevo nulla dei miei antenati. Si parlava solo di schiavitù, la storia dei neri, presentata in quel modo, era solo una valle di lacrime e guerre. Sapete dirmi il nome di uno scienziato nero? Di un esploratore nero? Di un filosofo nero? Di un faraone nero?». Il volume Le mie stelle nere raccoglie i ritratti di personaggi che hanno segnato la Storia, da Lucy a Barack Obama, passando per Esopo, Dona Beatrice, Puskin, Aimé Cesaire, Martin Luther King, Rosa Parks, Muhammad Ali, Tupac Amaru e molti altri. Queste stelle, dice Thuram, «aiutano a evitare il vittimismo e a credere negli uomini e in se stessi».

La seconda edizione de Il dialogo creativo, dal 15 febbraio al 6 marzo 2014, ha poi avuto al centro il dibattito sulle connessioni, relazioni e legami che superano i confini, nell’era della globalizzazione.

Lilian Thuram incontra gli studenti

A inaugurare gli incontri, il tema della famiglia, con l’antropologo Marco Aime, professore dell’Università di Genova, in collegamento Skype da Torino, e con le mediatrici culturali Desirée Agbedjro, nata in Costa D’Avorio e laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche a Trieste e Majda Badaoui, nella Commissione Pari Opportunità del Comune di Udine.

Gli appuntamenti di sabato 22 febbraio e 1 marzo 2014, sono stati dedicati alle giovani generazioni, in particolare a chi, nato e cresciuto in Italia, deve attendere la maggiore età per richiedere la cittadinanza, con la presentazione del documentario del regista italo-ghanese Fred Kuwornu 18 ius soli. Il film ha fornito lo spunto per un incontro con gli avvocati pordenonesi Valentina Fregonese e Francesco Casarotto, per chiarire i diritti e doveri di ciascun cittadino, italiano e straniero, e fornire indicazioni e consigli pratici su come affrontare la burocrazia italiana.

Sabato 1 marzo è stato dedicato a una riflessione sul mondo giovanile e sull’identità delle “seconde generazioni”, i figli degli immigrati, con l’intervento di Simona Pancaro, presidente dell’associazione Sounds Like, Said Chaibi, consigliere comunale a Treviso di origine marocchina ed Ermir Budla, nato a Tirana nel 1984, arrivato in Italia a 15 anni, impiegato in uno studio legale a Udine. Durante l’incontro le attrici Viviana Piccolo e Angela Mormile hanno letto brani tratti dai diari di Meryem Moussamih. La giovanissima Meryem, che vive in provincia di Pordenone, a soli 13 anni ha vinto un premio letterario al concorso “Lingua Madre” e un suo racconto è stato inserito in un’antologia presentata al Salone del Libro di Torino nel 2013.

A concludere la rassegna, giovedì 6 marzo al Ridotto del Teatro Verdi, la scrittrice londinese Tayie Selasi, una dei giudici di Masterpiece, il primo talent show di Rai3 per aspiranti scrittori. Selasi, con mamma nigeriana e padre ghanese, vive tra Roma e Amsterdam e si definisce “Afropolitan”, un termine che esprime l’eredità culturale africana, attraverso una lente cosmopolita. Nel 2013 è uscito in Italia il suo primo romanzo “La bellezza delle cose fragili” (Einaudi), la storia di una famiglia divisa tra il Ghana, gli Stati Uniti, l’Europa, in cui ogni legame sembra polverizzato, dilaniato dall’emigrazione e dalla lontananza.

Taiye Selasi alla seconda edizione